lunedì 15 agosto 2016

UN VIAGGIO INCANTATO TRA I SENTIERI DELLE DOLOMITI D’AMPEZZO

A Cortina, presentato ieri il volume "La Leggenda Dimenticata - I sentieri incantati delle dolomiti d'Ampezzo" della scrittrice Alessandra Tsantinis, illustrato da Anna Bianchi detta La Stria. All'evento ha preso parte Francesco Vidotto, noto scrittore e alpinista italiano. Ha moderato l'incontro Ivan Fossati, giornalista caposervizio e responsabile della redazione di Verbania de "La Stampa"

 

Cortina (BL), 14 agosto 2016 – Si è tenuta ieri presso La Casa delle Regole a Cortina D'Ampezzo (BL) la presentazione del libro La Leggenda Dimenticata - I sentieri incantati delle dolomiti d'Ampezzo in collaborazione con Le Regole d'Ampezzo, il Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo e con il patrocinio della Fondazione Unesco.

Si tratta dell'esordio come scrittrice di Alessandra Tsantinis, classe 1981 di Pavia, laureata in Scienze dei Beni Archeologici e Storico Artistici, grande conoscitrice delle storie e delle leggende dei luoghi in cui ha vissuto. Le illustrazioni sono di Anna Bianchi, in arte La Stria, diplomata presso l'Istituto d'Arte di Gargnano (Brescia), iscritta all'Associazione Autori di Immagini che ha al suo attivo numerose mostre personali e collettive tra Piemonte, Lombardia e Veneto.


"Spesso si da per scontato ciò che si ha, perdendo l'emozione e lo stupore della "prima volta"; l'abitudine non dovrebbe mai derubarci della magia e della meraviglia della natura di cui facciamo parte. – ha commentato Alessandra Tsantinis – Mi piace pensare a questo libro come un piccolo seme che, crescendo, faccia sbocciare nuovamente la magia negli occhi di chi guarda il proprio territorio...ovunque si trovi."


Il libro, di cui si è discusso alla presenza, in qualità di ospite d'onore, di Francesco Vidotto, noto scrittore e alpinista italiano, ripercorre la storia di Christian che, persi i genitori in tenera età, deve imparare a affrontare la vita basandosi solo sulla realtà, dimenticando antiche usanze, rituali e leggende a lui tramandate dai genitori. A quarant'anni, un incontro inaspettato con la misteriosa Sofia lo obbligherà a intraprendere un viaggio alla riscoperta di sé e della magia che vive dentro di lui e nel cuore dei Pallidi Monti che lo circondano. Ne calpesterà i sentieri incantati scoprendone i segreti, accompagnato da un'insolita guida: Prudens, figlia di Rodinos, signore delle marmotte. Si tratta di un animaletto un po' insolente che lo aiuterà a lasciarsi andare. Streghe, spiriti, signori delle nuvole, anguane, dame del fuoco, animali guida, nuovi compagni di viaggio e acerrimi nemici scandiranno il suo percorso. Valicherà passi, attraverserà impetuosi torrenti e lascerà che i monti stessi prendano vita per insegnargli nuovamente a sognare e credere. Inconsapevolmente, compirà il suo destino risvegliando così la sua leggenda dimenticata.


"Il mio sogno nel cassetto, è sempre stato quello di poter mostrare le Dolomiti d'Ampezzo con quell'aspetto magico che la quotidianità spesso ci impedisce di vedere. – ha commentato Anna Bianchi – Il libro, con i suoi percorsi incantati e leggendari mi ha dato l'opportunità di rivelare la fisionomia fantastica di queste amatissime cime."


Non solo un libro: La Leggenda Dimenticata è anche uno strumento per godere della bellezza delle Dolomiti d'Ampezzo, raccontata dall'estro di chi è riuscito a trasporre le proprie suggestioni in testi e illustrazioni di particolare pregio artistico. Un volume che mira a riaccendere la fantasia di ogni lettore, aiutando a riscoprire la propria interiorità "semplicemente" tramite un racconto e un itinerario.

Leggendo la storia, infatti, e seguendo la mappa all'interno del libro, si può provare il piacere di compiere sia idealmente che fisicamente, insieme al protagonista, tutto il percorso tracciato fra boschi, pascoli e rocce delle Dolomiti d'Ampezzo. In questo modo, sarà possibile scoprire un nuovo magico aspetto di queste montagne incantate, patrimonio dell'umanità.

 

Le Regole d'Ampezzo

In molte località europee sopravvivono delle proprietà collettive. Vicinie, regole, partecipanze, consorterie sono alcuni dei nomi che le contraddistinguono. A Cortina sono le Regole d'Ampezzo. Qui i boschi e i pascoli sono da secoli proprietà collettiva della comunità originaria e l'uso collettivo delle risorse forestali e pascolive rappresentò per lunghi secoli la fonte essenziale di sopravvivenza per la popolazione ampezzana; regolamentò il rapporto fra l'uomo e l'ambiente, permise un uso sostenibile del territorio della valle. Questo ordinamento dalle origini antiche, stabilisce diritti collettivi di godere e di gestire il territorio. Le terre non possono essere vendute, né sono soggette a mutamenti di destinazione: è un patrimonio naturale, culturale ed economico. Un patrimonio in comproprietà, da trasmettere ai figli dove uso conservativo e produttivo coincidono. L'origine delle Regole d'Ampezzo è da ricercare nella necessità dei primi abitanti della conca di organizzare un utilizzo comune dei boschi e dei pascoli. Inizialmente le Regole erano due, Ambrizola - Falzarego e Larieto, poi crebbero: oggi sono undici e, da circa vent'anni, sono unite in comunanza. I Regolieri sono i capifamiglia discendenti dall'antico ceppo ampezzano che amministrano il patrimonio comunitario secondo i Laudi, le antiche leggi approvate dall'assemblea costituita dai capifamiglia. Le Regole gestiscono oggi circa 22.000 ettari fra pascoli e boschi, con taglio e vendita del legname e selvicoltura naturalistica del patrimonio forestale, il 90% del territorio del Comune di Cortina d'Ampezzo. Alcune malghe sono ancora utilizzate per il pascolo del bestiame, mantenendo e promuovendo l'antica attività primaria. La proprietà collettiva delle Regole d'Ampezzo è riconosciuta dal diritto dello Stato italiano attraverso specifiche leggi che ne tutelano la particolare realtà. Dal 1990 le Regole gestiscono anche il Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo.

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