venerdì 16 settembre 2016

Mangiamo col cervello: mercoledì 21 settembre a Giurisprudenza

Prolusione al corso di Diritto alimentare comparato – Relatrice: Alessandra Di Lauro (Università di Pisa). Introducono: Umberto Izzo e Matteo Ferrari (Università di Trento)


Anche i giuristi s'interessano di obesità. Vogliono capire quali siano le cause del suo dilagare come un'epidemia. Da espressione di un consumo eccessivo di calorie tipico dei Paesi ricchi, l'obesità è diventata sempre più sintomo di diseguaglianza sociale. Ma perché si sceglie il cibo di scarsa qualità? Solo perché è a buon mercato? Cosa porta ad assumere comportamenti dannosi per la salute e per la spesa pubblica sanitaria? Qual è l'impatto della pubblicità? Quali le possibili scelte politiche, giuridiche, sanitarie, economiche, produttive e sociali?

Questioni che saranno approfondite nell'incontro "Mangiamo col cervello: il diritto alimentare incontra le neuroscienze", tenuto da Alessandra Di Lauro. Si tratta della prolusione al corso di Diritto alimentare comparato, le cui lezioni si terranno nel primo semestre, con l'obiettivo di introdurre gli studenti di Giurisprudenza a gestire gli aspetti giuridici legati alla produzione e alla commercializzazione dell'agroalimentare e anche alle regole pubbliche dirette a contrastare i problemi dell'obesità, dell'alcolismo e dello spreco di cibo.

«Le neuroscienze – spiegano gli organizzatori – indagano le reazioni del cervello agli stimoli alimentari e pubblicitari. La medicina elabora "norme" sul sovrappeso e i diversi livelli di obesità, mentre la "magrezza" si afferma come espressione di "normalità", dinamismo, riuscita. I governi e le organizzazioni internazionali si muovono delineando differenti strategie. In causa sono gli stili di vita e di consumo, le abitudini alimentari, i regimi dietetici e i circoli viziosi che essi instaurano. In causa è l'industria alimentare con le sue calorie "vuote", l'eccessivo ricorso agli zucchero e al grasso, il cibo a buon mercato e di scarsa qualità. In causa è la pubblicità e i suoi richiami, la disciplina dell'informazione al consumatore di alimenti, gli errori e gli eccessi di informazione».



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