martedì 11 ottobre 2016

“Primo, non sprecare”: domani, nel corso dei lavori dell’ANCI, l’aperitivo a cura dello chef Filippo La Mantia promosso da Last minute market e campagna “Spreco zero”

Domenica 16 ottobre sarà celebrato nel mondo il World Food Day, la Giornata Mondiale dell'Alimentazione: anche quest'anno nel segno del paradosso del nostro tempo e del nostro pianeta, fra scarsità e sovrabbondanza, fra malnutrizione e spreco. Sulla terra 795 milioni di persone non ha abbastanza cibo, si tratta di una persona su 9. Intanto ogni anno circa un terzo della produzione mondiale di cibo destinata al consumo umano si perde o si spreca lungo la filiera alimentare (dati FAO): parliamo di circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo ancora edibile che trasformiamo in rifiuto. Per questo Last Minute Market, nato come spin off dell'Università di Bologna e divenuto eccellenza europea nel recupero degli sprechi alimentari, insieme alla campagna Spreco Zero, diretta dall'agroeconomista Andrea Segrè, promuovono per domani sera, martedì 12 ottobre, al Teatro Petruzzelli di Bari nell'ambito dell'Assemblea annuale Anci "Primo non sprecare", una degustazione a base di cous cous: un gustosissimo piatto firmato dal grande chef Filippo La Mantia, realizzato con cibo di recupero dagli sprechi della filiera. Sarà proposto agli amministratori, sindaci e operatori che saranno presenti - oltre un migliaio, si stima - nell'ottica di considare la sensibilizzazione sul tema sprechi.


"È chiara ed evidente la correlazione fra i temi della malnutrizione e della fame da un lato, la questione dello spreco alimentare dall'altro - spiega Andrea Segrè, fondatore di Last Minute Market e presidente del Comitato per il Programma nazionale Prevenzione Rifiuti/Sprechi del Ministero dell'Ambiente - Basti pensare che il valore economico del cibo sprecato a livello globale si aggira intorno ai 1.000 MLD di dollari/anno ma sale a circa 2.600 MLD di dollari se si considerano i costi «nascosti» legati all'acqua e all'impatto ambientale. E vale 143 miliardi di euro ogni anno lo spreco alimentare nei Paesi dell'Unione Europea: ciascun cittadino UE spreca ogni anno 173 chilogrammi di cibo. Gli Stati di UE-28 producono ben 88 milioni di tonnellate di spreco alimentare all'anno, e il soggetto che contribuisce maggiormente allo spreco alimentare sono le famiglie con 47 milioni di tonnellate, vale a dire il 70% dello spreco alimentare europeo derivante dal consumo domestico, dalla ristorazione e dalla vendita al dettaglio. Dal momento che l'ammontare complessivo degli alimenti prodotti nell'UE è di circa 865 (dati Fusions - Last Minute Market / UnIbo)".

L'appuntamento di domani sera al Petruzzelli è realizzato in collaborazione con i commercianti del MOI - Mercato ortofrutticolo all'ingrosso di Bari (AGGROGROSSISTI, ASOGECOB E AGECOM), d'intesa con l'assessorato allo Sviluppo economico del Comune di Bari e con l'ANCI.

"Ci è sembrato importante pensare di dar vita ad un momento che coniugasse il piacere della convivialità con un invito a riflettere su un tema importante, che tocca da vicino la vita delle persone - commenta l'assessora Carla Palone - . Ancora troppo è il cibo che viene sprecato quotidianamente senza entrare in circuiti di redistribuzione o donazione, e il nostro impegno di amministratori deve essere sempre più orientato a favorire l'informazione, la consapevolezza e la condivisione delle buone pratiche per la prevenzione degli sprechi, grazie alla collaborazione con i soggetti della filiera alimentare".

 

Domani, per l'aperitivo di accoglienza "Primo, non sprecare" lo chef Filippo La Mantia utilizzerà:

·        kg 55 di pomodorino pachino o datterino da trovare

·        kg 5 di capperi sottosale

·        kg 5 di lime

·        kg 10 di arance

·        20 cassette di basilico

·        kg 5 di mandorle pelate bianche tostate al naturale

·        kg 4 di acciughe sottolio

·        kg 20 di peperoni

·        kg 20 di patate

·        kg 20 di melanzane

·        kg 20 di zucchine

·        kg 20 di pomodoro a grappolo

oltre a tutto l'invenduto di frutta e verdura altrimenti destinati al macero.


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