venerdì 25 novembre 2016

STABILITÀ: AGRICOLTURA CON PIÙ BUROCRAZIA E POCHI FINANZIAMENTI

Con l'approvazione alla Camera dei Deputati della Legge di Stabilità molte delle promesse fatte per l'agricoltura sono rimaste lettera morta. Ad iniziare dal tanto annunciato taglio della burocrazia e del "castello di carta" che affliggono il primo settore, costringendo i suoi operatori a trascorrere quasi più giorni tra le scartoffie che sui campi. Le comunicazioni ai fini IVA, infatti, vengono quadruplicate, una ogni trimestre, con conseguente aumento del costo delle pratiche. Il Governo ha accolto un contentino per gli agricoltori dei territori montani ma non ha escluso neppure coloro che non sono tenuti a fare dichiarazioni Iva essendo al di sotto dei 7.000 euro. Al contempo, per il rilancio del comparto olivicolo e di quello cerealicolo non sono state accolte le richieste per ulteriori stanziamenti, soprattutto per il 2018 e il 2019, così come è stato bocciata la possibilità di riduzione dell'Imu agricola per quei terreni posseduti da semplici contribuenti e dati in fitto a IAP (Imprenditore Agricolo Professionale) e CD (Coltivatore Diretto). Una notizia parzialmente positiva, invece, giunge per la filiera brassicola, che continua a registrare performance sempre più positive.

 

"Tra i pochissimi aspetti che possono soddisfarci di questa Legge di Stabilitàcommenta il deputato pugliese Giuseppe L'Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera vi è l'accoglimento del nostro emendamento che prevede la riduzione delle accise sulla birra dopo anni di costanti aumenti da parte degli ultimi Governi. Seppur depotenziato e snaturato dalla maggioranza PD, rappresenta quantomeno un primo passo per quella parte d'eccellenza della filiera brassicola rappresentata dai produttori di birra artigianale così come definiti nel Collegato Agricolo proprio grazie agli emendamenti del M5S. Il Governospiega L'Abbate (M5S)ha deciso di diminuire l'accisa di 3,02 ettolitro per grado plato, liquidando così il nostro obiettivo di dare concreta attuazione alla direttiva Ue 92/83 e modulare quindi l'accisa per scaglioni in base alla produzione annua agevolando in tal mondo i piccoli produttori. L'Esecutivo renziano, invece, ha deciso per una riduzione irrisoria, con un impegno di spesa di appena 4,8 milioni di euro, spalmandolo su tutto il comparto e sprecando così l'occasione per intervenire in maniera mirata, con la medesima copertura finanziaria, in favore di quei birrificiconclude il deputato pugliese 5 Stelleche sono i più numerosi ma rappresentano, appunto, l'eccellenza di questa filiera dell'agroalimentare Made in Italy".

 


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