venerdì 16 dicembre 2016

UniTrento - Debutta a Trento il “Teatro della Meraviglia”. La collaborazione tra UniTrento, Opera Universitaria, Compagnia Arditodesio e Teatro Portland

DEBUTTA A TRENTO IL "TEATRO DELLA MERAVIGLIA". Una nuova rassegna di spettacoli e lezioni-evento per alimentare la curiosità e la passione verso la scienza. La proposta, nata dalla collaborazione tra Università, Opera Universitaria, Compagnia Arditodesio e Teatro Portland, presentata oggi ai giornalisti. Il "Jet Propulsion Theatre": dove comincia il dialogo tra scienza e teatro

Trento, 16 dicembre 2016 - «L'Arte ci dà una ragione per vivere. La Scienza scopre come continuare a vivere. Entrambe sono necessarie e spesso il confine fra Arte e Scienza è labile. Dopo tutto ogni ricercatore di scienza è anche un po' artista e ogni artista è ricercatore. L'atto della creazione è un atto artistico, l'invenzione è arte».
Presentazione ufficiale questa mattina a Trento in Rettorato per il Teatro della Meraviglia, la prima rassegna interamente dedicata al dialogo fra teatro e scienza e all'incontro tra il linguaggio dell'arte e delle emozioni con quello della scienza, orientato all'esplorazione dello stupore e alla generazione di curiosità. La nuova proposta è il risultato di una collaborazione consolidata tra l'Università di Trento (con il Laboratorio di Comunicazione delle Scienze fisiche del Dipartimento di Fisica) e la Compagnia Arditodesio/Teatro Portland che negli anni ha avvicinato un pubblico sempre più vasto alle tematiche scientifiche, grazie all'istituzione di un laboratorio permanente di creazione teatrale collegata con la scienza. Un sodalizio che oggi si rafforza con il coinvolgimento dell'Opera Universitaria, che negli spazi del Teatro Sanbàpolis sarà sede delle proposte teatrali.
La rassegna si articola in quattro spettacoli dedicati alla scienza e quattro "augmented lectures", percorsi di esplorazione scientifica animata sotto forma di narrazione-spettacolo, che saranno messi in scena dal 13 al 22 gennaio al Teatro Sanbàpolis di Trento. Un Festival del tutto particolare, pensato per un pubblico vario e curioso, per chi ama il teatro e per chi ama la scienza, per i veterani dello spettacolo dal vivo e i giovani delle scuole che vogliono farsi affascinare. 
Scelti fra le proposte più interessanti nel panorama nazionale, gli spettacoli sono stati pensati per un pubblico che non è esperto di scienza ma che vuole essere incuriosito e trasportato verso un mondo dove la Meraviglia è la parola chiave. Si comincia con "Luce dalle stelle" il 13 gennaio, della compagnia Spettacolo della Fisica (di Marina Carpineti, Marco Giliberti, Nicola Ludwig e Stefano Sandrelli) in cui tre scienziati, in una conferenza fra dimostrazioni spettacolari e avanzate teorie cosmologiche, trattano di luce proveniente da lontanissime stelle, ma con continui riferimenti alla vita quotidiana. Con un finale a sorpresa.
Si prosegue con "STARLIGHT settemillimetridiuniverso" il 15 gennaio, spettacolo (di e con Filippo Tognazzo) della compagnia teatrale professionale Zelda, in collaborazione con l'Istituto Nazionale di AstroFisica (INAF) scelto dal Festival della Scienza di Genova 2016 che tratta della nascita dell'astrofisica in Italia attraverso il racconto della vita e delle ricerche di alcuni fra i più importanti scienziati del XIX Secolo. 
Il 20 gennaio sarà la volta de "Il codice del volo" della Compagnia del Sole, in cui Flavio Albanese racconta la vita, le peripezie, i miracoli e i segreti di Leonardo da Vinci: la sua particolarissima personalità, ma soprattutto la sua voglia di conoscere e insegnare.
A chiudere la rassegna il 22 gennaio è lo spettacolo "Torno indietro e uccido il nonno" della Compagnia Arditodesìo/Jet Propulsion Theatre (regia Leonardo Capuano, con Roberto Abbiati e Andrea Brunello), che ha debuttato nell'ottobre 2014 al Festival della Scienza di Genova e che affronta una delle domande più profonde di tutti i tempi: "Dove va il Tempo che passa?" Una domanda che si poneva Albert Einstein ragionando sul concetto di spazio-tempo. Tutti gli spettacoli saranno alle 21 nel Teatro Sanbàpolis di Trento.
Le "augmented lectures", che si avvicenderanno agli spettacoli in cartellone, sono invece un esperimento di comunicazione che, per questa edizione, vede coinvolti professori e ricercatori dell'Università di Trento e dell'Università Statale di Milano. A dialogare con loro nel racconto della scienza, alcuni artisti che avranno il compito di aggiungere una dimensione emozionale al contenuto scientifico.
La prima "Vedere l'invisibile: la fisica per l'arte" (di e con Nicola Ludwig del Dipartimento di Fisica dell'Università degli Studi di Milano e con la pittrice Nadejda "Nadia" Simeonova) sarà il 14 gennaio alle 18. Nella lezione-spettacolo si parlerà dei segreti di un dipinto di un grande artista del passato. Una performance artistica illustrerà dal vivo le bizzarre proprietà dei pigmenti pittorici realizzando col pubblico un autentico falso d'autore.
Sempre il 14 gennaio, ma alle 21 andrà in scena "Non ci sono cose dentro le cose. Paradossi di una teoria dei quanti troppo ingenua" di e con Marco Giliberti del Dipartimento di Fisica Università degli Studi di Milano e con l'attore Giacomo Anderle. Verranno presentati e discussi numerosi esperimenti che mettono in luce le peculiarità della meccanica quantistica e le difficoltà concettuali che propongono ai discendenti di raccoglitori di frutta e di cacciatori di animali quali siamo noi.
Il giorno dopo, 15 gennaio alle 18 sarà la volta di una lezione con degustazione dedicata alla Fisica e alla cucina al ristorante "La scienza vien mangiando: fisica all'happy hour" di e con Marina Carpineti del Dipartimento di Fisica Università degli Studi di Milano e gli allievi dell'Alta Formazione Professionale della Cucina e della Ristorazione dell'Istituto ENAIP di Tione di Trento. 
A chiudere le augmented lectures l'appuntamento del 21 gennaio alle 21 con "Il cinguettio di Einstein. Ondulazioni di un miliardo di anni fa" di e con Stefano Oss del Dipartimento di Fisica Università degli Studi di Trento e con il musicista Enrico Merlin (supervisione registica di Andrea Brunello). Non si doveva poterlo osservare, una apocalisse cosmica, una oscillazione inenarrabile, una ondulazione nello spazio-tempo di 1.3 miliardi di anni fa. Eppure questo cinguettio previsto da Einstein è arrivato fino a noi il 14 settembre 2015. Gli esperimenti LIGO a Hanford, Washington e a Livingston nella Louisiana (USA) hanno misurato l'ineffabile sconquasso dello spazio-tempo che ha fatto tremolare (seppur in maniera quasi impercettibile) righelli e orologi. L'evento GW150914 rimarrà per sempre nella storia della scienza. Stefano Oss accompagnato dal musicista Enrico Merlin racconterà questa incredibile avventura.

Un Festival per raccontare la scienza con le emozioni del teatro
«Viviamo in un mondo che è profondamente trasformato dalla scienza e dove la bellezza e l'arte si contrappongono al tanto orrore con cui ormai troppo spesso ci confrontiamo», spiega Andrea Brunello, direttore artistico del Teatro Portland e della Compagnia Arditodesìo. Con questo Festival vogliamo raccontare il lato umano della scienza, invitare il pubblico a riflettere, capire e conoscere, alimentare la curiosità e i processi di conoscenza in modo professionale e responsabile. Ma usando anche le leve del teatro, che sa essere accattivante, appassionato e divertente. Sono tanti i mondi paralleli raccontati nel Festival, spesso riconducibili anche alla vita quotidiana: arte figurativa, tempo, cibo e aperitivi, intelligenza, scoperta, curiosità e genio, raccontati attraverso una chiave di lettura artistica e contemporaneamente scientifica».
«I fisici di oggi – spiega Lorenzo Pavesi, direttore del Dipartimento di Fisica – sono protagonisti di rilievo nei processi di innovazione tecnologica per la loro solida base disciplinare e le competenze diversificate che sviluppano in settori collaterali. Conoscere e dominare i nuovi linguaggi di comunicazione è un aspetto che per loro ha una rilevanza  strategica. Il nostro Dipartimento ha colto fin dall'inizio l'importanza della contaminazione tra linguaggi diversi per promuovere conoscenza e forme nuove di didattica. Attraverso il suo Laboratorio di Comunicazione delle Scienze Fisiche e nell'offerta formativa dedicata alla Comunicazione della Scienza, ha percorso itinerari didattici innovativi». 
«Riuscire a veicolare l'emozione e la passione per la ricerca scientifica, utilizzando il linguaggio non formale e la drammatizzazione di vicende anche umane è un traguardo importante per arricchire la disciplina "dura" dei fisici di una valenza espressiva che la arricchisce e la rende più comprensibile» aggiunge Stefano Oss, responsabile del Laboratorio di Comunicazione delle Scienze fisiche. «Tutto ciò permette anche ai fisici di ripensare una didattica che è anche comunicazione andando oltre la tecnologia e il formalismo tradizionale. Per questo abbiamo investito nella collaborazione con teatro Portland per dar vita al "Jet Propulsion Theatre", un'intesa fra i mondi della scienza e del teatro che vede coinvolti in prima persona protagonisti sia della fisica che dell'arte».
Gli spettacoli e le augmented lectures di questa prima edizione troveranno casa al teatro Sanbàpolis, punto di riferimento per tutta la comunità accademica e studentesca. «Ospitare questa iniziativa – commenta il presidente dell'Opera Universitaria Alberto Molinari – significa per noi essere ulteriore stimolo per promuovere momenti di incontro e forme di partecipazione e coniugare il concetto di diritto allo studio con occasioni di creatività, sperimentazione e approfondimento. Tutto questo in linea con l'impegno che l'Opera Universitaria mette in campo nel proporre agli studenti un percorso di crescita culturale e aggregazione, di opportunità e sostegno. La 'scienza sul palco' proposta dal Teatro della Meraviglia è una mescolanza ideale di due culture, la scienza e l'arte, solo apparentemente separate, che richiedono entrambe 'stupore e meraviglia' come presupposti per essere comprese e amate». 

Il Festival è stato promosso in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler, con FBKJUNIOR e con la Fondazione Edmund Mach e gode del sostegno della Fondazione Cassa Risparmio di Trento e Rovereto, della Provincia autonoma di Trento, del Comune di Trento e della Regione Trentino Alto Adige.
È stato inoltre realizzato con il contributo dell'Alta Formazione Professionale della Cucina e della Ristorazione dell'Istituto ENAIP di Tione di Trento, di Vivallis, del Tavolo Associazioni Universitarie Trentine, di Latte Trento e Acqua Levico, che hanno dato un importante sostegno all'iniziativa. Media Partner della rassegna sono Crushsite e la radio degli universitari SanbaRadio.

Informazioni, programma e biglietti su: www.teatrodellameraviglia.it


Fotografie ©AlessioCoser - immagini e interviste ©GFD per UniTrento


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